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Urbino sito Unesco allargato?

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AutoreMessaggio
Francesco



Numero di messaggi: 4
Data d'iscrizione: 07.09.08

MessaggioOggetto: Urbino sito Unesco allargato?   Mar Set 30, 2008 4:46 am

Il carlino ha pubblicato la notizia secondo cui il sito Unesco (Urbino centro storico) potrebbe essere allargato alla "fortificazioni" di Francesco di Giorgio presenti nel territorio provinciale. Perché le fortificazioni e non anche i palazzi di civile abitazione (es. Mercatello, Urbania ecc)? Perché solo gli edifici della provincia di Pesaro e Urbino? Perché l'esclusione di Gubbio? Su che base questa richiesta che pare sia partita confusamente dalla provincia e/o dalla regione Marche? Perché vengono ignorati gli studi prodotti dal Comune di Urbino con un convegno internazionale ed un secondo con gli studiosi locali e consegnati agli atti rispettivamente nel 2004 e nel 2006? Quale sciagura pesa sul potere politico che, nelle alternanze amministrative, annulla indiscriminatamente tutto quello che è stato fatto prima per ricominciare sempre da capo rischiando svarioni, errori e sopratutto producendo di sicuro sprechi erariali? Per queste ragioni ho spedito al Resto del carlino una lettera (in realtà indirizzata a Lara Ottaviani che ha firmato "il servizio") per alcune precisazioni visto che ho partecipato attivamente ai lavori dei convegni citati su Francesco di Giorgio in occasione delle celebrazioni del V centenario (2001).
Sotto la lettera indirizzata a Lara Ottaviani che però non ha nulla di personale ma riguarda il problema che è stato affrontato dal giornale martedì 23 settembre us Cordialissimi saluti sperando che si apra un dibattito non tanto sui dettagli tecnici quanto piuttosto sul malcostume degli sprechi nella pubblica amministrazione, sprechi che non riguardano solo le risorse economiche ma anche dei beni immateriali che sono le competenze o i risultati dell'impiego delle competenze in vista di obiettivi di pubblico interesse.

Di seguito la lettera:

Urbino città del nuovo umanesimo e rinascimento

Cara Lara,
qualche giorno fa (martedì 23 sett 2008) hai dato notizia dell’allargamento del sito Unesco Urbino-centro storico ai luoghi martiniani del territorio della provincia di Pesaro e Urbino. Di fatto – dici – non vengono inclusi i Comuni che hai elencato – credo in libertà – ma le singole “fortificazioni” che, con certezza, possono essere ascritte a Francesco di Giorgio. Tuttavia l’elenco di Comuni (Cagli, Sassocorvaro, Fossombrone, Pergola, Mondolfo, San Leo, Mondavio, Sant’Agata Feltria, Montecerignone, Frontone, Urbania, Mercatello) che segnali, non tiene conto che esistono già autorevoli studi sulle architetture dell’Italia centrale sicuramente riconducibili a Francesco di Giorgio, almeno stando al giudizio dei più autorevoli studiosi dell’architettura rinascimentale. In particolare c’è una specifica letteratura su Francesco di Giorgio che dal maggio 1477, in base ad un contratto conservato nell’archivio di Stato di Gubbio ma riprodotto integralmente anche in una pubblicazione assai nota di Gianni Volpe (1982), avvia una intensa collaborazione con il duca di Urbino a cominciare dal rivellino di Costacciaro. Si tratta di un nucleo abitativo poco lontano da Gubbio, sulla via Flaminia. L’importante opera di fortificazione triangolare è stata restaurata a partire dal 1980 sotto la direzione dell’arch. Francesco Paolo Fiore, docente all’Università “La sapienza” di Roma. Ora, proprio l’arch. Fiore, in occasione delle celebrazioni (2001) per il V centenario di FdG, ha organizzato un grande convegno internazionale volto all’aggiornamento degli studi sull’opera architettonica di FdG al servizio e per la committenza di Federico da Montefeltro. All’iniziativa scientifica e conoscitiva, voluta del Comune di Urbino (sindaco Massimo Galuzzi), hanno partecipato attivamente i Comuni di Cagli, Cortona, Fossombrone, Gubbio, Jesi, Mercatello sul Metauro, Mondavio, San Leo, Sassocorvaro e Urbania. Sono le città che conservano monumenti (fortificazioni ed palazzi), attribuibili, con fondamento critico, a Francesco di Giorgio. Non si capisce dunque perché il responsabile dell’ufficio patrimonio mondiale Unesco, nella dichiarazione che hai raccolto e pubblicato – supponendola autentica – parli solo di fortificazioni e come possa spingersi a dire che, dei monumenti “sicuramente” martiniani, non abbia ancora un elenco. Ma la maggior lacuna è che si tace Gubbio non solo per l’imponenza del palazzo ducale le cui caratteristiche simboliche, strutturali e stilistiche sono riconducibili a quello di Urbino e di Urbania ma anche perché Gubbio era di fatto la seconda sede elettiva del ducato federiciano. Non per caso gli incarichi affidati all’architetto senese hanno la prima data certa a Costacciaro che è il bastione più avanzato sulla via Flaminia in direzione di Perugia. Non si capisce bene quali siano gli obiettivi della Provincia e della Regione che hanno avanzato la richiesta dell’estensione del sito Unesco di Urbino ma di certo non si capisce perché sarebbero escluse le città di Cortona, Gubbio e Iesi (Siena è già inclusa nel patrimonio mondiale) e perché invece di ripercorrere, magari aggiornandolo, il progetto elaborato nel maggio del 2004 dal Comune di Urbino (assessorato al turismo), si ricomincia confusamente da capo. Il progetto del 2004, inviato ufficialmente alla Regione Marche aveva questo titolo programmatico: “Sulle orme di Francesco di Giorgio. Progetto di sviluppo turistico in ambito interregionale: Marche, Umbria, Toscana. (art. 5, c.5 legge 29 marzo 2001 n° 135)”. Il fondamento scientifico e ricognitivo era prudentemente basato sul convegno internazionale del 2001 i cui esiti sono consegnati agli atti (Francesco Paolo Fiore (a c.), Francesco di Giorgio alla corte di Federico da Montefeltro, ed Leo Olschki, Firenze, 2004, in due tomi) e sul successivo simposio di studi parimenti registrato negli atti (Francesco Colocci (a c.) Contributi e ricerche su Francesco di Giorgio nell’Italia centrale, ed. Comune di Urbino, Urbino, 2006). Se l’iniziativa attuale non vuole essere – come credo e spero – un semplice spot di propaganda politica dei promotori, perché dimenticare e buttare alle ortiche un faticoso lavoro preparatorio così gelosamente custodito e tramandato negli atti proprio allo scopo di una utilizzazione pratica, seria ed efficiente? Ti saluto e ti ringrazio per l’attenzione.
Urbino, 26 settembre 2008



Francesco Colocci
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